10/06/09

Limiti



E' davvero deprimente notare i propri limiti... ed è ancora più deprimente averne la certezza.
L'unica cosa che desidero (e non è un bisogno) in questo momento è poter uscire con quella persona e andare a bere qualcosa e parlare, oppure andare a bere qualcosa e non parlare.
Insomma, stare insieme, ascoltarsi.
Fare come fanno gli amici veri, reali, quelli che si incontrano così, senza bisogno di programmare nulla, solo per stare insieme e guardarsi negli occhi e vivere l'uno un po dell'altro.

Mi manca.
E' questo che vorrei ora. Prendere il bus, stabilire un punto X e vedersi.
Poi anche se alla fine non ci si è detti nulla chi se ne frega... le parole in questi casi sono meno importanti dei gesti.
Certo perchè i rapporti mica si nutrono da soli, e neanche solo di parole, anche di quelle, ma specialmente di gesti. Anche piccoli, conta il pensiero.

Forse è brutto dirlo ma mi sento quasi paralitica (non come la marmitta). Immobilizzata... quando io immobile non sono. Non lo sono mai stata. Specialmente nei rapporti di amicizia. Eppure ora lo sono, limitata. Non posso dare, non posso nutrire quel rapporto come vorrei e sono costretta a muovermi ad intermittenza... ora ci sono... ora non ci sono più.

Strange World





Is this our last chance to say all we have to say
hiding here inside ourselves we live our lives afraid
so close your eyes and just believe in everything your told
'cos in this land of great confusion it's easy to give up control



chorus
Strange world people talk and tell only lies
Strange world people kill an eye for an eye
Strange world dream one-day we'll see the light
Strange world believe and everything will be alright

05/06/09

Disarm




04/06/09

Qualcosa è cambiato



Qualcosa è cambiato, nel mio incubo ricorrente. Non sono più la vittima che scappa terrorizzata, che cerca disperatamente un nascondiglio sicuro quando i ladri, gli zingari, gli alieni, gli zombie, i vicini, i barboni cercano di prendersi la mia casa.
No, stanotte qualcosa è cambiato.
Questa volta li aspettavo... e loro infatti sono arrivati puntuali come in ogni incubo. Sono in tanti, sono veloci, sono furbi... insomma sono superiori a me in tutto, in quasi tutto. Questa volta io li supero in due cose: coraggio e determinazione.
Arrivano e prendono la mia casa, come sempre. Volevo lavarmi... volevo fare una doccia e invece trovo il bagno occupato. Mi isolano in una stanza. Mi girano parecchio e decido di concentrare tutta la mia rabbia sul capo del gruppo. Riesco a prenderlo e lo uso come ostaggio e davanti agli altri dico: "Io sono in casa mia, e se non ve ne andate subito questo qui fa una brutta fine". Gli altri mi guardano con quello sguardo di sfida e compassione... come si potrebbe guardare un nano deficiente che pesta il piede ad un gigante di pietra. Lo stesso incubo ricorrente per anni e anni e anni, pensano di conoscermi bene ormai... non mi credono, non mi credo, capace di compiere qualcosa di cruedele e violento. Invece si sbagliano, mi sbaglio, prendo l'orecchio sinistro del boss e glielo stacco con un coltellino. "Avete visto? Non sono come pensate, se voglio qualcosa... me la prendo". Non sono più la loro preda, ora sono io che attacco. Li stupisco, mi stupisco. Qualcuno scappa pensando che sia capace di andare oltre, non sanno che io dentro tremo più loro. Sto male per aver tagliato l'orecchio a quel "poveraccio". Ma sono anche soddisfatta perchè ha funzionato. Scappano tutti. Finalmente mi riprendo la mia casa, è cambiata, ma è sempre casa mia.
L'incubo è cambiato in un sogno di soddisfazioni, di riscatto.


(A qualcuno potrà sembrare una stronzata questo post, io invece ne sono orgogliosa. Volevo raccontervelo perchè è qualcosa che mi riguarda nel profondo e che va oltre la semplice telecronaca degli eventi esterni.
Non tutti possono capire, solo chi è tormentato sempre lo stesso incubo, da anni, può sapere cosa significhi cambiarlo. E io ora lo so.)

02/06/09

Ma anche no.



Sono qui seduta davanti alla finestra e penso. Insieme al vento debole entra anche un leggero odore di bruciato, piacevole.

Penso.

Ma davvero gli amici si vedono nel momento del bisogno? non è forse una grande cazzata questa frase?

Più ci penso e più sono convinta che non sia altro che una genialata inventata da qualche opportunista. Si, perchè seguendo quel ragionamento allora un amico vero è quello che c'è solo quando tu hai bisogno di qualcosa. Un vero opportunista.
Se è questa la definizione di amico allora io non sono amica di nessuno.

Penso.

Bisogno. Che parola ambigua.
Wikipedia dice che il bisogno è uno stato di carenza che spinge l'organismo a rapportarsi con il suo ambiente al fine di colmarlo.
Questa spinta non è necessariamente una motivazione sufficiente per agire, d'altro canto esistono pulsioni ad agire che non trovano la loro origine in uno stato di carenza.

Chissà cosa vuol dire.

Capovolgerei il concetto di prima invece e mi chiederei: Il famoso vero amico di cui tutti parlano.. ha davvero bisogno di te?

...


01/06/09

Lighting pollution



"Quando, negli anni venti, si misero a cercare il posto giusto per montare il loro "200 pollici", scelsero il Monte Palomar, per tante ragioni, e perchè era in mezzo al nulla.
Poi le cose non andarono come se l'erano immaginate. Los Angeles e San Diego scoppiarono di gente, di case, di strade, di automobili, e soprattutto: di luce.
Il buio, per un telescopio, è come l'ossigeno.
Adesso il 200 pollici soffoca in una delle aree più luminose d'America. Lighting pollution, lo chiamano loro: inquinamento da luce.
Di fatto, le mille luci della California meridionale hanno ridotto la vista del telescopio a poco più della metà. E' largo 5 metri, l'enorme specchio, ma se fosse
grande la metà ormai sarebbe lo stesso.
Così hanno messo un cartello, a Palomar. Si intitola: tu puoi aiutarci. Molto americano. Dice che bisogna sensibilizzare le autorità al problema, dice che bisogna convincerle a usare certe lampade meno inquinanti. E poi dice una cosa bellissima: se vivi in California meridionale, la sera, per favore, quando vai a dormire, spegni la luce, se puoi, del giardino. Grazie.

Magari non molti, ma alcuni ci saranno. La sera chiudono la porta a chiave, si mettono il pigiama, e spengonono le luci del giardino, così qualcuno, sul Monte Palomar, potrà vedere qualche anno luce più lontano.
Non per buttarla sul sentimentale, in spregio a Palomar, ma mi è venuta in mente una cosa:
Se proprio vuoi sapere chi ti ama davvero - ma davvero - guardati intorno e cerca uno che spegne la luce del suo giardino, la sera, perchè tu possa vedere le stelle più lontane che puoi, nel cielo."


A. Baricco.

31/05/09

Rapporti



"I nostri rapporti con il prossimo si limitano per la maggior parte al pettegolezzo e a una sterile critica dell’altrui comportamento. Constatazione che mi ha lentamente portato a isolarmi dalla cosiddetta vita sociale e mondana".



"Grazie della tua compagnia" ... "Ti voglio molto bene Marianne".